Il prezzo del sangue A Parigi/articolo di Elisa Gianni per Focus In

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A PARIGI UNA MOSTRA E UNO SPETTACOLO TEATRALE PER CAPIRE LA CAMORRA

 

la-camorra-di-SalviaRenna-a-parigi--215x300PARIGI.    Stefano Renna, reporter e titolare dell’agenzia AGN Foto, è l’autore degli scatti all’origine del progetto multimediale Camorra. Le voci dentro, ospitato dal 17 al 25 giugno dalla Semaine Italienne di Parigi. A partire dal suo archivio fotografico sono nati, grazie alla penna di Marco Salvia, i racconti del libro L’ultimo sangue. Camorra, vittime e carnefici e le poesie recitate, nello spettacolo che completa l’opera, dagli attori Milly Coppola e Carlo Lomanto con l’accompagnamento musicale originale di Fabrizio Alessandrini.

I mezzi di comunicazione e di arte sono diversi, ma lo scopo è unico: aiutare il pubblico a comprendere la camorra, come primo passo verso una lotta vera alla criminalità organizzata. Marco Salvia, commentando la rappresentazione al tredicesimo municipio di Parigi, lo ha spiegato così: “Noi non siamo magistrati, non siamo in prima linea nel combattere la camorra. Io specialmente mi limito a interpretare ciò che Stefano mi porta e ciò che la mia città, Napoli, mi trasmette su questo argomento. È molto difficile far capire un fenomeno del genere, specie all’estero, perché la notizia di cronaca non rende lo spessore di quello che c’è dietro.” Gli autori infatti rivendicano la prospettiva umana della camorra, il suo agire tra i curiosi che si affollano attorno al lenzuolo che copre il corpo freddo a terra, tra le madri che alluccano al figlio ammazzato, tra i piccoli che perdono ogni innocenza, bambini ormai solo per l’anagrafe. Lo fanno appellandosi al potere della parola – e della poesia in modo particolare – di superare l’evidenza delle cose e fornire quella visione finalmente totale che è fondamentale per comprendere, ma soprattutto alla sua capacità di toccare il cuore della gente, specie oggi che è difficile separare la finzione dalla realtà e i media ci hanno abituati alle immagini violente e grondanti di sangue tanto da esserne ormai assuefatti. “Perciò è stato importante – dice Salvia – espatriare quest’opera sperimentale sulla criminalità organizzata: non è facile spiegare fuori dai confini di Napoli il dramma di un’esperienza fortemente locale, strettamente legata a certi vicoli e a certi quartieri della città, come Scampia o Forcella. Ci hanno tacciati di pubblicizzare la malavita napoletana, ma non è così. Non vogliamo essere solidali con la camorra. Vogliamo piuttosto essere guida e chiave interpretativa di questo fenomeno e, soprattutto, dare profondità umana alle vite che ne vengono coinvolte.”

Stefano Renna fotografa Napoli da venti anni. Lo fa perché il suo lavoro è quello di informare, di essere sempre sul campo, ma lo fa pure per la passione per la fotografia come arte.  Nei suoi lavori, in mostra a Parigi, ci sono le persone e la morte – quella violenta, quella pubblica e quella interiore – si percepisce già dall’assenza del colore e dall’asfalto, sempre presente. Racconta di aver assistito, con la figlia piccola, a un’esplosione sulla strada per la scuola: “Come facevo a spiegarle quello che era successo? Con la fotografia posso, attraverso un certo dettaglio o una certa angolazione, trasmettere qualcosa di più della semplice cronaca. Posso cogliere la disperazione di una donna e la tensione dei poliziotti, ma posso soprattutto svelare la natura umana e mortale dei boss. Anche questo è importante.”

Ha assistito alla rappresentazione anche Mario Vaudano, magistrato italiano che della camorra e dei camorristi si è a lungo occupato e che ha detto: “La prima cosa che nel nostro mestiere si può e si deve fare è essere estremamente rigidi sulla prova ma al tempo stesso estremamente rispettosi della persona. Perfino entrando in contatto con le persone peggiori ho trovato una grande umanità. Neanche loro sono il diavolo.”

La rappresentazione, che ha avuto luogo grazie al contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, della rivista italo francese Focus In e di associazioni come LIBERA, Flare e Ethicando, ha suscitato interesse del pubblico parigino che si è mostrato, come sempre, molto attento a queste tematiche.

 

Elisa Gianni

 

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